Zetti, Iacopo (2010). L’insediamento ben temperato. Carrying capacity e capitale territoriale. In: C. Perrone, I. Zetti. Il valore della terra. Teoria e applicazioni per il dimensionamento della pianificazione territoriale, pp. 27-47, Milano: Franco Angeli.
Esiste una “giusta misura” per le nostre città? Nel saggio “L’insediamento ben temperato”, l’urbanistica viene sottratta al dominio dei numeri per essere riconsegnata a quello dell’armonia. L’autore critica i modelli che pianificano l’espansione urbana basandosi solo su proiezioni statistiche, spesso responsabili del consumo di suolo e dell’alienazione sociale.
Il concetto di “ben temperato” richiama la necessità di un equilibrio dinamico: l’insediamento non deve crescere all’infinito, ma deve sapersi regolare in base alle risorse del territorio e alle necessità di incontro della comunità. Recuperando il pensiero di pionieri come Patrick Geddes, il saggio invita a guardare alla città come a un organismo vivente.
Progettare un insediamento ben temperato significa, dunque, intercettare quel punto di equilibrio dove la densità non diventa affollamento e lo spazio pubblico non è solo un vuoto tra gli edifici, ma il luogo della “felicità collettiva”. Una sfida che trasforma l’urbanista da tecnico delle quantità a custode della qualità della vita, in un equilibrio dinamico con i cicli naturali che di questa qualità è garante.